Perché i cinghiali si avvicinano
Il cinghiale è un animale adattabile e opportunista: segue cibo, acqua e rifugi. Colture mature, frutta caduta, rifiuti e mangimi lasciati all’aperto attirano gli animali, che memorizzano i percorsi e tornano ogni notte.
I danni più frequenti
- Coltivazioni grufolate, semine distrutte, vigneti e frutteti danneggiati.
- Recinzioni divelte, cavidotti scavati, danni a parchi fotovoltaici e impianti.
- Rischi per la circolazione stradale e per chi lavora all’aperto.
- Rischi sanitari per gli allevamenti: la biosicurezza è fondamentale, anche per la prevenzione della peste suina africana.
Le strategie di prevenzione
- Recinzioni robuste, con rete interrata o elettrificazione a più fili, ben mantenute.
- Dissuasori multisensoriali come BioGuardian, con LED strobo e vibrazioni, anche a energia solare.
- Disabituanti olfattivi lungo i passaggi abituali.
- Eliminazione delle attrattive: rifiuti chiusi, nessun mangime o scarto alimentare accessibile.
- Monitoraggio con foto-trappole e droni termici per capire orari e percorsi.
Cosa dice la legge
La fauna selvatica è tutelata dalla L. 157/1992 e dalle leggi regionali. I privati possono e devono fare prevenzione, mentre eventuali piani di controllo numerico sono di competenza degli enti preposti. Molte Regioni prevedono procedure di indennizzo dei danni da fauna selvatica alle produzioni agricole: verifica le modalità previste nella tua Regione.
Il ruolo del professionista
Un intervento efficace parte dal monitoraggio: sapere dove e quando passano gli animali permette di posizionare recinzioni e dissuasori nei punti giusti, evitando sprechi.
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